Experimenting Android x86 vs Sugar Desktop

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Recently one of my colleague, gave me 3 old dismissed PCs , after speaking about shortage in IT assets in the school of my little daughter. He gave me those PCs in order to refurbish them. The PCs come without operating system. This presented an interesting challenge to me because I don’t want install a pirate Windows, but honestly the linux distros light enough to work smoothly on a P3 450MHz will totally sacrifice the usability, specially by the point of view of a teacher in a kindergarten.

At this point I’ve decided to experiment something unusal.

I’ve put my attention on some prerogatives :

- performance
- easy to use with very few options
- easy to find and install free applications

Following these considerations i’ve found two possible candidates : Sugar-desktop (OLPC) and Android.

Sugar-desktop is a very interesting project targeted to children education, the installation may be based on ubuntu, it have a dedicated ‘click&install’ software repository with a decent number of applications. Sadly almost all of these applications are in english,therefore the teacher must search and try many application before finding the right one.

Android is a well-known smartphones interface, its features  are simplicity, lot of free applications in many languages, interface very  light. Cons are that is very difficult to mantain, specially in a ‘non-smarphone’ platform.

I’ve already tried sugar-destop, now is time to experiment Android.

Today I’ve tried the live CD of Android 3.2 in a qemu environment downloaded from http://www.android-x86.org/, sadly no prebuilt images from that site is made for a generic PC, therefore the kernel come with only a limited sets of drivers. This is a big problem for a generic PC where the hardware architecture is  unpredictable!

Further readings from that site made me discover the possibility of build an iso image for a generic platform starting from the source code. Finally I’ve followed the instructions in order to setup the build environment and I’ve launched the ‘build’, which probably will last all this night ;P

SketchUP 8 on Linux! (packaged)

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Ok, I’ll share my experience porting Windows applications on Linux. This is done using Wine and some tricks around it ;P

I used to experiment with Wine for about two years, and now I’m able to make some nice things with it.

Let’s start!

Recently i used to play with Google SketchUP. This piece of software is very impressive and after a little training period I’m definitely falling in love of it.

Well, this is a short video : http://www.soundcafe.it/SULinux.ogv

(Pay attention! This is a ‘ogv’ and probably lot of Windows users cannot play it out-of-the-box… gosh! What a pity! )

I managed to build a very good and stable set of deb packages whereby is possible to install and use this Windows software with an almost a perfect ‘linux-destkop’ integration.

This is a list of packages I made :

- sketchup (main build)

- a localization package for each available language

- layout ( doesn’t work for now )

- style builder ( doesn’t work for now )

- V-Ray – 30 day-demo ( OOOOOOOOOOOOOO )

- LibFredo6

- RoundCorners2

Sadly and obviously I cannot officially distribute this packages, but if some of my friend is interested to try it, can simply ask.

Bye!

Album casa

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Tutte le foto fatte alla casa nuova fin’ora…

Leggi il resto…

Ecco cosa pensa Microsoft dei suoi clienti.

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Avete presente la pubblicità della Xbox 360 che stagirando negli ultimi tempi?

No volevo dire, a me fa abbastanza schifo e quando la ho vista non volevo crederci! In pratica “loro” ci ritengono degli storditi con la testa vuota (o se vogliamo piena di cazzate) … uh aspetta… mi sa che non sono gli unici a pensarlo…vedi chi ci governa!

Per non parlare dello spot che a quanto pare e fortunatamente aggiugerei, è stato censurato in Italia :

Magari a molti piacerà, ma io lo ritengo squallido e fortemente diseducativo, e non nascondiamoci come sempre dietro a stupide scuse che giustificano la trasmissione di queste immagini. Queste sono sintomo di una società, nel particolare quella americana che fra i tantissimi pregi, purtroppo ha anche come difetto quello di non considerare come abominevole il possesso e l’uso di armi. Ciò mi rattrista molto e mi fa dubitare della reale superiorità della razza umana. A presto!

Cosa fanno i programmatori di robot nel fine settimana?

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Ho trovato questo esilarante filmatino in rete. Fatevi quattro risate!

Firefox Ovunque

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Lavorate in una azienda dove gli ottusi ed arretrati amministratori di rete* o uno sprovveduto datore di lavoro vi obbligano ad usare Intenet Explorer ?

Bene, da questo link è possibile scaricare la versione portabile di Firefox in italiano, questa versione funziona anche se sul pc non avete i diritti amministrativi.

Basta “installare” l’eseguibile scaricato il quale scompatterà in una cartella a vostra scelta (ovviamente su una chiavetta USB) tutto quello che occorre per eseguire Firefox. A questo punto vi dovreste trovare una comoda iconcina da cliccare per aprire il nostro amatissimo e insostiubile Browser Open Source. Inserendo la chiavetta in qualsiasi pc Windows (dove ovviamente dovete avere almeno i diritti ad accedere agli archivi removibili) sarete quindi in grado di avvialo.

Tutto quà! Vi consiglio di spulciare il sito che vi ho linkato magari trovate altre cosine interessanti.

*Anche io faccio di mestiere l’amministratore di rete e quando mi imbatto in soggetti “All Windows©” mi sale una tristezza nel vedere quanto siano indietro, vincolati come sono da schemi imposti dall’alto… sembra di vedere un vecchio artigiano, molto vecchio, che fa le sue cosine, ignorando tutto quello che lo circonda e continua a fare quello che ha fatto per 50 anni aspettando che la vita finisca.

Chi garantisce il software ?

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Stavo leggendo i nuovi articoli sul blog di pollycoke e di rimando mi sono imbattuto in questo commento, che si interroga in merito a temi filosofico-religiosi legati all’open source. In questo breve post, ha catturato la mia attenzione il discorso in merito all’uso in ambito mission-critical dell’open source.

Tralasciando il doscorso specifico del mission-critical, dove pernso che chi necessita di tali requisiti, in genere si faccia sviluppare software ad hoc, in generale c’è comunque la tendenza a ritinere il software proprietario, al contrario del software open, sia garantito.

Purtroppo devo deludere chi la pensa così, perchè leggendo bene le varie licenze si scopre che tutti i software in nostro possesso contengono una sfilza di esclusioni e che di fatto, nella peggiore delle ipotesi, obbligerebbero il produttore alla restituizione della sola cifra pagata.

Passi per il programma per creare l’album delle fotografie, ma purtroppo lo stesso vale anche per quei software che dovrebbero garantire una elevata affidabilità come Windows Server o Microsoft SQL Server.

Questo non vuol dire che tali prodotti non funzionino, vuol solo dire che in caso di perdita dei dati possiamo sbraitare quanto ci pare, partendo dalla ditta che ci installa il tutto fino ad arrivare allo sviluppatore, tanto non otterremo nulla!

Al via la pianificazione di Intrepid Ibex

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Ebbene si, non ho resistito a parlarne.

A poco più di tre giorni dalla chiamata alle armi da parte di Mark Shuttleworth, Google riporta già più di 50000 risultati che parlano in un qualche modo della release di ottobre di Ubuntu.

Intorno ad essa vi è forse più fervore rispetto alla imminente Hardy Heron in quanto, essendo quest’ultima una release a lungo termine, probabilmente si concentrerà soprattutto sul consolidamento di quello che finora è stato fatto.

La distribuzione Ubuntu sembra essere la candidata ideale per riprendere in versione open-source l’idale di “un computer in ogni scrivania e in ogni casa” trasformandolo scherzosamente in “Un pinguino in ogni scrivania e ogni casa”

La libertà stuprata

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Ogni tanto mi trovo a riflettere sull’abuso costante che si fa del termine “libertà”. Da sempre si scambia o si è indotti a farlo, questo principio con un altro chiamato “omologazione”. Il marketing, applicato a qualsiasi cosa, dal prodotto alla politica e addirittura alla religione, è oggi il principale colpevole di questa confusione. Se da una parte è uno strumento importante per far conoscere e promuovere le proprie idee e prodotti, dall’altra diventa una arma potentissima in mano a chi ha la possibilità di sfruttarlo pienamente. Oggi, nell’era della comunicazione, dove approfondire qualsiasi argomento e farsi delle proprie idee è alla portata di click, diventa purtroppo sempre più evidente il torpore in cui vivono le persone, abituate da millenni seguire il flusso delle cose.

Superare il limite dei 4Gb di RAM

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È da circa un mesetto che ho installato 4Gb di ram sul mio pc fisso (ne supporta fino a 8!). La brutta sorpresa è stato lo scoprire che il mio chipset, una volta superati circa i 3.2Gb, si fagocita il resto. Da quello che ho capito è a causa delle “limitazioni” nel mappare gli indirizzi riservati alle periferiche (bus PCI,AGP, ecc…) ovvero gli indirizzi che vanno da 3.2Gb a 4Gb devono essere per forza di cose impegnati. Questo succede nei chipset con più di 6/12 mesi di vita, quelli più recenti, a quanto ho letto, non dovrebbero avere questi “problemi”.

Tornando al dunque, alla fine sono riuscito a vedere comunque tutta la ram sfruttando una funzione presente nel mio BIOS che si chiama “Memory Hole” che consente di rimappare la memoria scomparsa oltre il tetto dei 4Gb.

Ma ciò non è bastato: per vedere tutta la ram è ho dovuto usare un kernel alternativo a quello installato automaticamente da Ubuntu.

Il pacchetto di questo kernel ha il suffisso “server”. Se invece stiamo usando una Debian dobbiamo installare il pacchetto kernel con suffisso “bigmem”.

Ultima nota: nel mio pc fisso ho anche una scheda grafica NVidia, ma per questo kernel, al cortrario di quello di classico, non è stato compilato il driver proprietario. Sarà quindi necessario installarlo seguendo una delle tante guide presenti sul Web oppure provare il tool Envy creato da Alberto Milone scaricabile dal suo sito sito

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